The ups and downs of procrastinators

Wow, I am really bad at this XD

Instagram took over and I quite frankly forgot about the blog. But then don’t we all feel sometimes that we just have that urge of writing things down?

Looking at facts I seem to get it every January!

So here are some more facts:

I have now been vegan for around 8 years
I love food way too much, the recipes creation, the smell of the first ingredients combined, when you know everything is still possible, the pride when it comes out delicious, and finally the sharing.

A picture with my (very) bad photographic skills, a couple of hashtags and a silly caption are just not enough to explain this love.

So I’m here again, once more, to seek comfort into writing about it (pretty much) for myself.

So be it!

I am the biggest procrastinator I know, but at least I never truly give up 🙂

Coming back soon with my recipes because I decided so!

Namaste’

Sulla traduzione giuridica – parte prima

Omnis definitio in jure periculosa.

Il linguaggio giuridico
“La polysémie et l’ambiguïté sont d’irréductibles phénomènes de langage, incidents ou accidents de la communication linguistique. Parmi d’autres interventions étatiques en matière de langage, la définition légale pourrait avoir au moins pour fonction – et justification – de dissiper l’équivoque et l’obscurité. (…)”
È così che Gérard Cornu descrive la funzione principale del linguaggio giuridico: mirare ad eliminare i problemi relativi all’equivocità ed alla possibile interpretazione non univoca dei testi e dei termini giuridici in generale.
La definizione legale privilegia, spesso, un senso tra tanti ed in ciò si distingue dalla definizione lessicale, la quale, destinata a prendere posto in un vocabolario o in un dizionario, è aperta alla polisemia, sottomessa agli usi della lingua, e raccoglie la molteplicità dei sensi di una stessa parola, tenendo conto degli usi consacrati.
La polisemia giuridica altro non è se non un termine che possiede almeno due potenziali significati giuridici e che quindi può provocare ambiguità nella comprensione intralinguistica.
Lo stesso Cornu parla di ritorno al modello aristotelico, secondo il quale si estrae «l’essentiel de l’essence d’un objet» .
Anche Jean-Claude Gémar, specialista di traduttologia in ambito giuridico, conferma il carattere polisemico della lingua del diritto : “Le droit n’étant pas une science exacte, mais une discipline sociale, son langage reflète cette réalité, celle du flou des notions et donc des mots qui les véhiculent. La polysémie règne en droit comme dans les autres disciplines socialesˮ .
Nel tentativo di risolvere o quanto meno ridurre i problemi interpretativi legati alla polisemia del linguaggio giuridico, occorre partire dall’inquadramento geografico del testo di partenza, nonché dalla conoscenza della storia giuridica e quindi del particolare senso del termine adoperato nel paese di provenienza.
Inoltre, compito del traduttore (e del traduttore giuridico soprattutto) è innanzi tutto tenere in considerazione il tipo di testo da tradurre.
Come noto, i testi giuridici appartengono alla categoria dei cosiddetti “testi chiusi” , nella fattispecie testi molto vincolanti; una lingua a parte, che alcuni arrivano a definire “technolecte” , esclusiva di una cerchia di esperti. I testi normativi, infatti, secondi solo ai testi scientifici, avendo una “funzione prescrittiva, basata su una manifestazione di volontà coercitiva, regolata da un intero sistema di principi enunciati espressamente” , non possono essere soggetti ad una traduzione libera.
Come diceva Montesquieu , è “essentiel que les paroles des lois réveilent chez tous les hommes les mêmes idées”, e, di conseguenza, come aggiunge Gémar, è necessario lottare contro i tre mali di cui soffre la lingua francese, compresa quella giuridica: mancanza di chiarezza, di semplicità e di concisione .
Il testo giuridico ha, di base, la stessa funzione delle altre tipologie testuali, ovvero quella di esprimere un messaggio. Quest’ultimo è impregnato di uno stile e di un linguaggio che è proprio dell’autore e che dipende anche dal destinatario cui il testo in questione è rivolto. Il diritto, dunque, pur essendo sempre diritto, può essere espresso con sfaccettature diverse. Vi sono dei testi che sono portatori di una norma giuridica, ad esempio le leggi, i regolamenti, le sentenze e i contratti. Altri testi, invece, commentano, analizzano e descrivono il diritto e le sue applicazioni. Ne consegue che, essendo diversi i contenuti, lo sono anche i mezzi utilizzati per realizzarli, così come è diverso lo stile, il quale non è, normalmente, materia di interpretazione a meno che non sia la causa di un problema di comprensione dovuto a un linguaggio ambiguo, equivoco o oscuro.
(…)
testo tratto dalla mia tesi di laurea, “Aspetti linguistici della traduzione giuridica: il caso della Corte di Giustizia delle Comunità europee” [2009] di Valeria Pasca

Testi e autori citati:
Cornu G., Les définitions dans la loi, in AA. VV., Langage du droit et traduction.
Cornu G., Linguistique juridique, Ed.Montchrestien, Paris 2000.
Cornu G., Les définitions dans la loi, in AA. VV., Langage du droit et traduction.
Gémar J.-C., Traduire ou l’art d’interprèter. Vol. 2, Presses de l’université du Québec, Sainte-Foy 1995.
Bonomi I., Masini A., Morgana S., Piotti M., Elementi di linguistica italiana, Carocci, Roma 2003.

À la recherche du temps perdu – Du côté de chez Swann – Marcel Proust

“Longtemps, je me suis couché de bonne heure.
Parfois, à peine ma bougie éteinte, mes yeux se
fermaient si vite que je n’avais pas le temps de
me dire : « Je m’endors. » Et, une demi-heure
après, la pensée qu’il était temps de chercher le
sommeil m’éveillait ; je voulais poser le volume
que je croyais avoir dans les mains et souffler ma
lumière ; je n’avais pas cessé en dormant de faire
des réflexions sur ce que je venais de lire, mais
ces réflexions avaient pris un tour un peu
particulier ; il me semblait que j’étais moi-même
ce dont parlait l’ouvrage : une église, un quatuor,
la rivalité de François Ier et de Charles-Quint.
Cette croyance survivait pendant quelques
secondes à mon réveil ; elle ne choquait pas ma
raison, mais pesait comme des écailles sur mes
yeux et les empêchait de se rendre compte que le
bougeoir n’était plus allumé. Puis elle
commençait à me devenir inintelligible, comme
après la métempsycose les pensées d’une
existence antérieure ; le sujet du livre se détachait
de moi, j’étais libre de m’y appliquer ou non ;
aussitôt je recouvrais la vue et j’étais bien étonné
de trouver autour de moi une obscurité, douce et
reposante pour mes yeux, mais peut-être plus
encore pour mon esprit, à qui elle apparaissait
comme une chose sans cause, incompréhensible,
comme une chose vraiment obscure. Je me
demandais quelle heure il pouvait être ;
j’entendais le sifflement des trains qui, plus ou
moins éloigné, comme le chant d’un oiseau dans
une forêt, relevant les distances, me décrivait
l’étendue de la campagne déserte où le voyageur
se hâte vers la station prochaine ; et le petit
chemin qu’il suit va être gravé dans son souvenir
par l’excitation qu’il doit à des lieux nouveaux, à
des actes inaccoutumés, à la causerie récente et
aux adieux sous la lampe étrangère qui le suivent
encore dans le silence de la nuit, à la douceur
prochaine du retour…”parole sui muri

Translating life and stuff

Autumn has a rare atmosphere. It makes you feel constantly inadequate. It may be sunny but not quite hot, and it may be cold as well, rainy or even truly hot. That is just the way I feel about life, I feel inadequate. I wear my boots and the sun shines throughout the grey clouds ahead, and when I order a warm cup of tea suddenly the inappropriateness of my choice shows up making me sweat and regret it. But whenever we face a new experience a new challenge we feel in the exact same way; life is like a freaking colourful mosaic, and you don’t know what colour has been selected for the current day. I am currently working on a weird glossary, and I found myself thinking of the range of possibilities of words and expressions that I might find difficult to express or to translate during an interpretation service, and that’s just life. you can study as hard as you can, prepare yourself to all of the possible problems you might face in a given context but you can never guess what the day will actually come with. Analyzing  everything will not truthfully prepare you to the actual fact, it will only make you laugh when you’ll find out that it was useless, or that you found and wrote down a list of 200 items and that you actually needed two of them. And all of that given the topic of the discussion to be! Life is just like Autumn, it is wind and sun, rain and 23 degrees. 😉

Hello world!

Quando si pensa ad un blog mi vengono subito in mente diari adolescenziali pieni di cuori e stelline, intrisi di pensieri d’amore e d’odio o di riflessioni dei new teen writers che spopolano sui social, e che, a dirla tutta, a me sembrano un po’ tutti uguali. Dannati, maledetti e ritratti sociali dei notri tempi incerti, questi blog si pongono come scritture influenzate da nuovi idoli letterari come la Santacroce; ciòdetto l’interesse mostrato per la scrittura e la voglia di condividerla sono di certo da lodare. Tuttavia mi esulo da questo scenario per accogliervi in uno spazio che non è quello della fotografia, non della moda nè dei trend che tanto ci preoccupano inghiottendo le nostre necessità primarie in un vortice di non-essenzialità che, invece, prendono i primi posti sugli scaffali delle nostre esistenze. Sono una traduttrice, di letteratura, di testi, ma  soprattutto di scenari. Tradurre è per me un mondo, un pianeta a parte, un viaggio in un posto sconosciuto e pieno di indovinelli insolvibili, per lo più. Questa è la mia pagina immacolata, tra l’Italia del sud, Londra, Bruxelles e il resto del mondo. Il mio angolo trasposto dagli anonimi files word confinati in una cartella remota del mio pc alla luce del web, per regalare un pezzo di vita a chi le vorrà dedicare uno sguardo fugace. Buon viaggio a tutti.